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Incentivi e Normativa
L’utilizzo di un impianto fotovoltaico garantisce diversi benefici. Innanzitutto permette di diventare produttori di elettricità pulita, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Inoltre garantisce benefici economici derivanti da:

  • Il risparmio dei costi della bolletta elettrica perché ci si produce autonomamente l’elettricità di cui si ha bisogno;
  • Un guadagno economico direttamente proporzionale all’elettricità auto-consumata (come vedremo tra poco ogni kWh prodotto dall’impianto fotovoltaico e consumato viene pagato al proprietario dell’impianto);
  • Un ulteriore guadagno economico direttamente proporzionale all’elettricità in esubero immessa nella rete (anche quella viene pagata).

Analizziamo ora la normativa a riguardo.
V Conto Energia
l proprietario di un impianto collegato alla rete ha diritto a ricevere gli incentivi statali previsti per la produzione di elettricità da fonte fotovoltaica.
Gli incentivi in questione fanno parte di una manovra attuata dal Governo Italiano a partire dal 2005, volta a sostenere la diffusione delle tecnologie fotovoltaiche nel nostro Paese. La normativa di riferimento, denominata Conto Energia ha subito negli anni diverse modifiche ed è arrivata ora alla sua quinta versione.

Entrata in vigore e limite di spesa
Con il DM 5 Luglio 2012 (scarica qui il testo integrale del V Conto Energia) il Governo Italiano ha ufficializzato il V Conto Energia, entrato in vigore a partire dal 27 agosto 2012. Per le Amministrazioni pubbliche, invece, è prevista una leggera proroga: fino al 31 dicembre 2012 continueranno, infatti, a beneficiare delle tariffe (più favorevoli) stabilite dal IV Conto Energia. La normativa prevede, inoltre, un limite di spesa fissato a 700 milioni di euro annui. Tale importo va a sommarsi ai circa 6 miliardi di euro impegnati ogni anno per l’incentivazione agli impianti fotovoltaici che beneficiano delle tariffe stabilite dalle precedenti versioni del Conto Energia.
Iscrizione al registro
Per monitorare il livello di costo complessivo degli incentivi, la normativa impone l’obbligo di iscrizione degli impianti fotovoltaici al di sopra dei 12 kWp di potenza installata al registro del GSE (Gestore Servizi Energetici), che stabilisce una graduatoria per l’accesso alle tariffe.
All’obbligo dell’iscrizione, oltre agli impianti al di sotto dei 12 kWp, sono esenti:

  • gli impianti tra i 12 kWp e i 20 kWp che accettano di farsi decurtare la tariffa incentivante del 20%;
  • gli impianti inferiori ai 50 kWp realizzati su coperture in sostituzione di eternit o amianto;
  • gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro;
  • gli impianti fotovoltaici a concentrazione, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro;
  • gli impianti realizzati su edifici o aree appartenenti alle Amministrazioni pubbliche a seguito di gare d’appalto, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 milioni di euro.
La graduatoria degli impianti fotovoltaici iscritti al registro del GSE, che stabilisce l’ordine di accesso alle tariffe, è basata sui seguenti criteri di priorità (in ordine gerarchico):

  • impianti su edifici dotati del più alto livello di certificazione energetica, e comunque maggiore o uguale alla classe D, in sostituzione di coperture di eternit o amianto;
  • impianti su edifici dotati del più alto livello di certificazione energetica, e comunque maggiore o uguale alla classe D;
  • impianti su edifici in sostituzione di coperture di eternit o amianto;
  • impianti con componenti principali realizzati unicamente all’interno di un Paese membro dell’UE/SEE;
  • impianti realizzati su siti contaminati, cave dismesse e discariche esaurite;
  • impianti di potenza non superiore a 200 kWp asserviti ad attività produttive;
  • impianti realizzati, nell’ordine, su edifici, serre, pergole, tettoie, pensiline, barriere acustiche;
Costituiscono, inoltre, criteri di priorità: la richiesta da parte del proprietario dell’impianto di una tariffa meno incentivante (con lo sconto del 5%), la data di ottenimento delle autorizzazioni e la dimensione dell’impianto, privilegiando gli impianti più piccoli.
Le tariffe incentivanti
L’incentivo consiste in:

  • tariffa omnicomprensiva, applicata all’elettricità immessa in rete;
  • quota premio sull’autoconsumo, applicata all’elettricità consumata in loco;
  • Eventuale maggiorazione della tariffa se l’impianto è realizzato in sostituzione di coperture di eternit e amianto o se è prodotto utilizzando materiali europei.
La tariffa, che è quella vigente all’entrata in esercizio dell’impianto, è fissa e garantita per un periodo di 20 anni.
Il livello della tariffa, inoltre, varia a seconda della potenza e della tipologia dell’impianto (e quindi impianto fotovoltaico, impianto integrato con caratteristiche innovative ed impianto a concentrazione).
Clicca qui per visualizzare tutte le tariffe incentivanti
Cosa è cambiato rispetto a prima?
La tariffa omnicomprensiva accorpa in sé quelle che fino alle normative precedenti erano due componenti: il premio per l’elettricità prodotta da impianto fotovoltaico (vero incentivo) e prezzo dell’elettricità venduta in rete (attraverso lo scambio sul posto e il ritiro dedicato).
L’abbinamento di tale tariffa al premio sull’autoconsumo cambia le regole del gioco. Ora diventa fondamentale individuare la quota di elettricità prodotta dall’impianto che viene autoconsumata. Maggiore è quest’ultima più redditizio sarà l’impianto. Ora spiegheremo perché.

Se si osservano i livelli delle tariffe, si può facilmente notare come l’incentivo assegnato all’elettricità immessa in rete (quota omnicomprensiva) sia nettamente maggiore di quello destinato all’autoconsumo: ciò non deve trarre in inganno! Infatti, se al premio per l’autoconsumo si somma il valore dell’elettricità risparmiata (non pagata in bolletta) il beneficio economico legato al consumo in loco è evidente. Portiamo un po’ di numeri per chiarire il concetto. Per il primo semestre di applicazione il V Conto Energia prevede, per gli impianti fino a 3 kWp di potenza installata, una tariffa omnicomprensiva pari a 0,208 €/kWh e un premio all’autoconsumo pari a 0,126 €/kWh, sensibilmente minore. Ma se a quest’ultimo si sommano circa 0,18 €/kWh di risparmio per l’elettricità non consumata e dunque non pagata in bolletta, ecco che si avrà un beneficio complessivo legato all’autoconsumo pari a 0,306 €/kWh.

Diventa dunque fondamentale cercare di aumentare la quota di autoconsumo per massimizzare la redditività dell’impianto fotovoltaico, e per questo è necessario spostare la gran parte dei consumi elettrici nelle ore di funzionamento dell’impianto stesso, vale a dire durante il giorno. Ciò rappresenta un notevole cambiamento nelle abitudini di consumo per molte famiglie italiane, abituate a concentrare i consumi nelle ore serali, per approfittare del basso costo dell’energia elettrica.
Cosa accadrà quando non ci saranno più incentivi?
È interessante chiedersi cosa accadrà al termine del Quinto Conto Energia, vale a dire al raggiungimento dei 6,7 miliardi di € annui di incentivazioni alle tecnologie fotovoltaiche.
L’opinione più diffusa è che un ipotetico Sesto Conto Energia si baserà su meccanismi di agevolazione differenti dalle tariffe incentivanti, in particolare: detrazione fiscale e scambio sul posto.

Detrazione fiscale. Il Decreto Crescita ha innalzato dal 36% al 50% la detrazione IRPEF per le spese sostenute di ristrutturazione edilizia, con validità dal 22 Giugno 2012 al 30 Giugno 2013, comprendedovi gli investimenti per l’installazione di sistemi fotovoltaici. La detrazione sarà spalmata su 10 anni in rate omogenee e prevede un tetto di spesa non superiore ai 96.000€. È prevista, inoltre, la non cumulabilità di questa detrazione fiscale con le tariffe incentivanti del Quinto Conto Energia, mentre, d’altro canto, è possibile affiancare alle detrazione il meccanismo dello scambio sul posto.

Scambio sul posto. Questa modalità di valorizzazione dell’energia elettrica prodotta da fonte fotovoltaica permette di immettere nella rete locale l’elettricità prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un secondo momento, quando ne sorge l’esigenza. Il meccanismo consente al Soggetto Responsabile di un impianto di ottenere una compensazione tra il valore economico dell’elettricità prodotta ed immessa in rete e il valore economico dell’elettricità prelevata in un momento chiaramente diverso dalla produzione. In particolare il GSE ha il compito di erogare il cosiddetto contributo in conto scambio, che consiste nel rimborso di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo dell’elettricità dalla rete.